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Amore : la fine di una relazione di coppia

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                          Non sempre si riesce ad evitare la sofferenza,

quando una relazione di coppia  finisce legata al distacco dalla persona che abbiamo amato e al cambiamento nella nostra vita che questo comporta,spesso la reazione porta ad avere comportamenti che non aiutano “ad andare avanti”

 per la propria strada.

 

Ma cosa fare quando si chiude un rapporto?

Ecco alcuni consigli per non restare schiacciati dal dolore e dalla delusione.
Quando un rapporto si chiude, è necessario darsi del tempo per “ricucire le ferite” e armarsi di una grande forza di volontà per riuscire a superare il momento.

• Gli amori, anche quando finiscono, lasciano sempre dei ricordi fatti di emozioni, immagini, foto, canzoni, ecc.

Quello che non bisogna fare, per superare la fine di un amore è non rintanarsi nei ricordi.

Non significa che bisogna per forza disfarsi di tutto quello che è legato alla relazione,

ma fino a quando questi ricordi ci faranno ancora star male riguardandoli, sarebbe meglio toglierli dalle stanze che si frequentano più spesso e dal cellulare (sms e foto).

• Se si è stati lasciati bisogna sforzarsi di resistere alla tentazione di tempestare l’ex con chiamate, messaggi, visite inaspettate e magari indesiderate.

Meglio telefonare ad un amico o amica per sfogare la rabbia e il dolore

perchè sapranno capirvi di più e non vi giudicheranno immaturi o incapaci di “risollevarvi”: preservate la dignità.

• Piangere chiusi in casa tutto il giorno non è un buon rimedio dopo la fine di una storia.

Oltre a farvi sentire depressi avreste anche due occhi gonfi da non riuscire più a guardarvi allo specchio.

Meglio non restare soli ma chiedere aiuto agli amici o organizzare un viaggio in posti nuovi (no ai posti visti con l’ex e che frequenta)

• Il “chiodo schiaccia chiodo” non sempre è una scelta giusta.

Certe scelte potrebbero rivelarsi solo una ripicca nei confronti del precedente partner.

Prima di iniziare una nuova relazione è necessario prima chiudere il conto con il passato.

• Se si punta a riallacciare i rapporti con l’ex anche con l’obiettivo di restare solo amici,

sarebbe opportuno non parlarne male con chiunque capiti e misurare le parole che potrebbero essere riferite alla persona interessata.

E’ consigliato confidarsi solo con persone che godono della totale fiducia.

• Quando la fiducia in se stessi è troppo scarsa per poter pensare di andare avanti, superare il distacco o l’abbandono,

non bisogna avere paura di rivolgersi ad uno psicoterapeuta che potrà essere un utile supporto per incanalare la sofferenza in maniera produttiva

e ricominciare a vivere anche senza un compagno/a.

Attacchi di panico come alleviare i sintomi con l’Ipnosi Ericksoniana

 

attacchi di panico

Attacchi di panico e Depressione Verona

Gli attacchi di panico sono forti reazioni ansiose che avvengono improvvisamente e durante le quali, di solito, la persona ha paura di morire o di poter impazzire. A livello fisico solitamente si esprimono con un considerevole aumento del battito cardiaco, da cui la paura di poter avere un infarto, sudorazione, difficoltà a respirare e, in alcuni casi, anche con dolori di stomaco ed altri disturbi psicosomatici. Secondo le ricerche e la nostra esperienza clinica l’ipnosi è un metodo molto efficace per trattare l’attacco di panico in tempi brevi poichè permette di ridurre l’ansia e di elaborare, a livello profondo, la sensazione di paura legata al panico. Vediamo di seguito come funziona l’ipnosi nella cura dell’attacco di panico.

Endometriosi – Ipnosi e terapia del dolore nel supporto psicologico delle pazienti

 

 Endometriosi: è una malattia cronica.

endometriosi cura ipnosiL’endometrio è il tessuto che ricopre la cavità interna dell’utero.

Crescendo, si sfalda e viene espulso durante le mestruazioni.

In caso di endometriosi si creano di porzioni di endometrio in altre parti del corpo, all’interno o all’esterno dell’utero

andando a interessare anche nervi importanti come lo sciatico.

Nel 20-25% dei casi clinici, l’ endometriosi è asintomatica (cioè non produce sintomi);

in tali occasioni, la sua diagnosi è casuale

e avviene in concomitanza di interventi chirurgici eseguiti per altri scopi, ad esempio appendicectomia.

Richiede numerose visite per essere accertata

e necessita poi di un monitoraggio costante, che ne tenga sotto controllo l’evoluzione

La diagnosi di questa malattia avviene purtroppo con ritardi diagnostici significativi,

quando ormai la malattia è degenerata alle fasi più acute

e infiltranti (aderenze), con conseguenze fisiche e psicologiche traumatiche per la paziente

Depressione curarla con l’ipnosi ora è possibile

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Depressione curarla con l’ipnosi ora si può

La depressione era considerata, fino a poco tempo fa, un disturbo in cui l’ipnosi non aveva un grande efficacia.

Tuttavia Nell’ultimo decennio invece, grazie soprattutto al lavoro di Michael Yapko, sono stati studiati diversi protocolli ipnotici particolarmente rilevanti che hanno ottenuto dei buoni risultati nella cura della depressione.

Anche se la ricerca in merito è tutt’ora in evoluzione, lo stesso psicologo psicoterapeuta specializzato in ipnosi, ha a disposizione un ottimo strumento d’intervento che porta risultati nel breve – medio termine.

Dunque vediamo sinteticamente quali sono le caratteristiche dei protocolli ipnotici più notevoli per la cura

La fobia si cura con l’Ipnosi e l’Ipnositerapia

L’ipnosi viene considerata da moltissimi studiosi e terapeuti terapia d’elezione nella cura della fobia specifica.

La fobia specifica, come si può capire dal termine, è una paura irrazionale o esagerata nei confronti di un oggetto o animale,

(es.: aracnofobia = paura dei ragni, aerofobia = paura dell’aereo / di volare) o di una situazione (es.: claustrofobia = paura dei luoghi chiusi come ad esempio l’ascensore).

Le tecniche d’ipnosi conosciute come “desensibilizzazione dell’affetto” (EMDR e dissociazione VK)

sono estremamente utili per risolvere velocemente fobie che persistono anche da lungo tempo.

 

Vediamo quindi come funziona l’ipnosi nella cura della fobia.

Ipnosi nella cura del colon irritabile

ipnosi nella cura del colon irritabileL’ipnosi nella cura del colon irritabile è un metodo consolidato che ha alle spalle 30 anni di ricerche scientifiche che ne dimostrano l’efficacia nell’89 – 92% dei casi. I primi studi risalgono al 1984 e sono stati condotti da Peter Whorwell e dal gruppo di ricercatori della clinica gastroneterologica dell’Università di Manchester. Da quel momento l’ipnosi nella cura del colon irritabile è stata studiata e utilizzata un po’ in tutto il mondo dimostrando una straordinaria efficacia nel ridurre i sintomi del colon irritabile (diarrea, stipsi, dolore addominale, gonfiore, ansia, depressione, ecc…) anche in forme di colon irritabile gravi come il morbo di Crhon e la retto colite ulcerosa. Vediamo allora a cosa si deve il successo di questo metodo e come funziona l’ipnosi nella cura del colon irritabile.